Notizia del dalla Redazione di Liquida
"La mia vita da fotografo rock"
Dalle umili origini in Galles ai tour mondiali, il fotografo Justin Thomas racconta la sua vita accanto alle leggende del rock
Nel 1976 veniva pubblicata la prima foto firmata Justin Thomas, capostipite di un'infinita serie dedicata al mondo del rock. Per introdurre la sua mostra When You Hear The Music Trouble Disappear ospitata dalla Graffik Gallery di Londra il fotografo racconta con un lungo articolo lo sviluppo della propria carriera. Per un ragazzo di provincia trovarsi catapultato da adolescente a Londra voleva dire vivere gli eccessi della rockstar senza esserlo, mantenendosi con lavoretti utili solo a comprarsi la droga e le riviste di musica. La lampadina si accese durante un concerto di Joan Armatrading all'Odeon di Hammersmith, quando Thomas viene bloccato da un uomo della sicurezza nel suo tentativo di andare sotto al palco a scattare. Guardando i professionisti a cui era permesso di stare a pochi centimetri dal palco, realizzò che poteva mettere insieme le sue due passioni e farne un mestiere. L'idea può sembrare molto naif, ma ai tempi non esisteva l'odierno pullulare di corsi e discipline come Media Studies, e scrivere sulla propria carta d'identità "fotografo rock n' roll" era un'idea improbabile.
Pur non amando il punk Thomas iniziò proprio da lì, per la forte carica visiva dei live e perché era un fenomeno totalmente nuovo: di giorno faceva il commesso e di notte immortalava gruppi come Clash, Jam e Buzzcocks. Dopo sei mesi di infruttuose visite settimanali al magazine Sound arriva la prima pubblicazione, in formato francobollo, ma pur sempre la prima. Sei mesi più tardi il fotografo arriva sulla copertina di sound con una foto di Blondie, che inaugura un folle periodo di 5-7 concerti alla settimana. Il 1983 segna l'adozione da parte del gruppo glam rock Hanoi Rocks, che si fa seguire e immortalare dal fotografo in ogni momento del tour. Ma andare in tour non è solo vivere in una grande famiglia, è anche sorbirsi malumori e problemi della star di turno. Quando Sound lo incaricò di fare degli scatti di Iggy Pop in tour, il fotografo si trovò disarmato di fronte all'indisposizione dell'artista, che gli disse più volte e in malo modo di non scattargli foto. Thomas risolse il problema così:
"L'ultima mattina dalla finestra della mia camera ho visto Iggy salire sul tour bus da solo. Ho afferrato la macchina fotografica e mi sono precipitato giù, ho tarato l'esposizione sulla luce che pensavo di trovare all'interno e sono salito in punta di piedi. Era seduto e leggeva una copia di The Nursing Times da sopra gli occhiali. Misi velocemente a fuoco (a quei tempi non esisteva l'autofocus!), feci un paio di scatti e scesi lentamente. Non si accorse che avevo fatto il mio lavoro!"
Justin Thomas è diventato famoso nell'ambiente come fotografo poco incline a seguire le regole, come quando arrivò a un concerto dei Guns 'N Roses nel 1995 con i calzini pieni di rullini e riuscì a immortalare tutto il concerto nonostante Axl Rose avesse espressamente richiesto di non avere fotografi intorno, o come quando riuscì a infilarsi a un after party degli Oasis e a sfruttare l'ubriachezza di Liam Gallagher per convincerlo a baciare sulla guancia l'odiato fratello. Tra i suoi più grandi rimpianti c'è quello di non aver immortalato Sid Vicious e Bob Dylan nello stesso camerino, ma certo non può dirsi un uomo infelice, come raccontava lui stesso al Guardian un paio d'anni fa.
(Marta Arniani)